At nearly 80 years old and having traveled over 300 km, an Italian teacher transformed a van into a library and rekindled the love of books in forgotten villages in southern Europe.
By: Valdemar Medei
Republished by We the Italians
Ci sono storie che non hanno bisogno di essere “spinte”. Vanno solo segnalate, con rispetto, perché parlano da sole.
Oggi su ITS Journal abbiamo scelto di rilanciare — courtesy of We the Italians — un bellissimo articolo di Valdemar Medeiros che racconta una di quelle Italie silenziose e ostinate che raramente finiscono nei trend.
Il protagonista è Antonio La Cava, maestro elementare lucano, quasi ottantenne, che invece di archiviare la pensione come un’uscita di scena ha fatto una scelta radicale: trasformare un piccolo furgone in una biblioteca itinerante e portare i libri là dove spesso non arrivano più nemmeno i servizi essenziali.
Strade strette, paesi dimenticati, comunità sparse della Basilicata.
Niente bandi, niente storytelling patinato. Solo chilometri macinati, scaffali improvvisati e l’idea semplice - e potentissima - che la cultura non sia un lusso urbano, ma un diritto quotidiano.
In un momento in cui parliamo molto di rigenerazione, borghi, attrattività e ritorni, questa storia ci ricorda una cosa scomoda ma necessaria: prima dei progetti, servono le persone. E spesso sono quelle che non fanno rumore.


