Beyond Retreats: Territorial Regeneration Means Bringing People Back to Live There
Oltre il recupero dei borghi per corporate retreat e case da sogno: rigenerare il territorio significa proteggerlo, mantenerlo e fare tornare residenti e vita
Un recente articolo pubblicato nella newsletter DealBook del New York Times ha acceso i riflettori su un fenomeno ormai evidente: in molte aree rurali d’Europa, borghi e villaggi abbandonati vengono acquistati e riconvertiti in luoghi di ospitalità, retreat aziendali e destinazioni per esperienze immersive.
Nel pezzo — firmato da Brent Crane, che ringraziamo per l’attenzione — viene citata anche ITS ITALY. Un riconoscimento importante, che conferma come il tema della rigenerazione dei territori marginali sia ormai entrato nel dibattito internazionale.
Allo stesso tempo, l’articolo offre l’occasione per chiarire un punto centrale del nostro lavoro.
Per ITS Italy, la rigenerazione non nasce dalla trasformazione immobiliare, ma dalle comunità locali.
Il nostro approccio non parte dai muri, ma dalle persone: amministrazioni, cittadini, associazioni, chi ha scelto di restare e chi sta valutando di tornare.
Il nostro obiettivo primario non è creare destinazioni temporanee, ma costruire le condizioni perché nuovi residenti possano stabilirsi nei territori.
Residenti stranieri, interessati a uno stile di vita autentico e non a una rappresentazione stereotipata della “dolce vita”.
E residenti italiani di ritorno, che vedono nei piccoli centri una possibilità concreta di ricominciare, lavorare e vivere meglio.
Solo in una fase successiva entra in gioco il patrimonio immobiliare: affitto, acquisto, investimento o modelli ibridi, sempre valutando la soluzione più sostenibile per il territorio e per chi lo abita.
Questo approccio è coerente con le riflessioni sviluppate da Giancarlo Dall’Ara, che da decenni richiama l’attenzione sul rischio di trasformare i borghi in prodotti turistici privi di vita reale. La rigenerazione, se non è accompagnata da relazioni stabili e funzioni quotidiane, rischia di produrre luoghi esteticamente curati ma socialmente vuoti.
È importante essere chiari: il recupero di immobili a fini ricettivi non è di per sé negativo. In molti casi rappresenta una risorsa.
Tuttavia, per ITS Italy, l’ospitalità ha senso solo se contribuisce a rafforzare l’ecosistema locale, e non a sostituirlo.
In questo senso, guardiamo con interesse a progetti in cui il luogo non è solo un contenitore, ma un messaggio.
La vera sfida per i territori interni non è attirare flussi, ma costruire permanenze.
Non vendere esperienze, ma offrire possibilità di vita.
È su questo terreno che ITS Italy continua a lavorare, insieme alle comunità, per dare ai luoghi una seconda possibilità — reale, abitata e duratura.
Beyond Retreats: Territorial Regeneration Means Bringing People Back to Live There
A recent article published in the DealBook newsletter of the New York Times sheds light on a growing phenomenon: across Europe, abandoned villages are being acquired and transformed into hospitality destinations, corporate retreats and immersive rural experiences.
The piece — written by Brent Crane, whom we thank for the mention — also refers to ITS Italy. This recognition confirms that the regeneration of marginal territories is increasingly becoming a topic of global interest.
At the same time, the article provides an opportunity to clarify a fundamental aspect of our work.
For ITS Italy, regeneration does not start with real estate, but with local communities.
Our approach begins with people: municipalities, residents, associations, those who stayed and those considering returning.
Our primary goal is not to create temporary destinations, but to enable new forms of residency.
International residents seeking an authentic lifestyle rather than a postcard version of Italy.
And Italians returning to smaller towns in search of sustainable work and quality of life.
Only at a later stage does the built environment come into play: rental, purchase, investment or hybrid models, always guided by what is most sustainable for both the territory and its inhabitants.
This vision aligns closely with the long-standing work of Giancarlo Dall’Ara, who has repeatedly warned against turning villages into empty tourism products. Without stable relationships and everyday functions, regeneration risks producing beautiful but lifeless places.
To be clear: hospitality-led restoration is not inherently negative. In many contexts, it plays a valuable role.
However, for ITS Italy, hospitality only makes sense if it supports the local ecosystem, rather than replacing it.
We are particularly interested in projects where places carry meaning, not just capacity. Initiatives such as Masseria Torre Luciana show how architectural recovery, cultural vision and relational depth can coexist.
The real challenge for inner areas is not attracting flows, but building permanence.
Not selling experiences, but enabling lives.
This is the space where ITS Italy continues to operate: alongside communities, working to give territories a second chance — lived, rooted and lasting.



