Europe, the great tax magnet: how EU countries compete to attract talent, retirees, and capital
Europa, la grande calamita fiscale: come i Paesi Ue fanno a gara per attrarre talenti, pensionati e capitali
Sintesi dell’inchiesta de Il Sole 24 Ore del 20 aprile 2026
C’è un fenomeno silenzioso ma sempre più potente che sta ridisegnando la mappa dei flussi di persone e capitali nel mondo occidentale. Non si muovono solo le merci o i dati: si spostano i contribuenti. Lavoratori qualificati, nomadi digitali, pensionati benestanti, imprenditori in cerca di basi operative più convenienti. E l’Europa - proprio mentre alcune aree del Golfo perdono attrattività e la geopolitica globale si frammenta - si riscopre protagonista di questa competizione silenziosa. Lo racconta con precisione l’inchiesta pubblicata oggi da Il Sole 24 Ore, che mappa i principali regimi fiscali agevolati dei Paesi dell’Unione e analizza i numeri dietro questa grande migrazione dei contribuenti.
Il contesto: geopolitica e mobilità si intrecciano
Con le nuove fratture geopolitiche globali e la crescente perdita di attrattività di alcune aree, come quelle del Golfo, imprese e investitori sono chiamati a ridisegnare la geografia delle proprie scelte. E con loro, sempre più, anche i lavoratori, i nomadi digitali e i pensionati, orientati verso destinazioni che garantiscano stabilità e qualità della vita.
«I segnali di rafforzamento dell’arrivo di capitali verso l’Europa già ci sono», spiega Fabrizio Pagani, partner di Vitale, società di consulenza finanziaria. «La frammentazione geopolitica sta innescando una riallocazione selettiva degli investimenti: i flussi guardano in particolare data center e settori tecnologici. Proprio in questi mesi si è osservata un’accelerazione in questi ambiti.»
Gli investimenti esteri viaggiano spesso insieme al capitale umano: chi si trasferisce porta con sé competenze, attività e risorse. «L’intreccio tra opportunità economiche, Stato di diritto e qualità della vita rafforza il ruolo dell’Europa e del Mediterraneo come destinazione attrattiva. La tendenza è in consolidamento. Per rafforzarla servono politiche mirate», conclude Pagani.
I numeri confermano questa tendenza. Sono 18 milioni le persone nate in un Paese europeo che vivono in un altro Paese Ue - 6 milioni in più rispetto ai residenti nella media Ue. 3,6 milioni sono i lavoratori in età attiva (35-64 anni) con laurea o titolo superiore che risiedono in un Paese diverso da quello d’origine. E 6,6 milioni sono gli italiani residenti all’estero al 31 dicembre 2025, in crescita di 492mila unità rispetto al 2023.
A livello europeo, tuttavia, la quota dei permessi di soggiorno per lavoro rilasciati a cittadini extra-Ue altamente qualificati rimane marginale: la media Ue è dell’11,6% tra Blue card, ricercatori e occupati Highly Skilled (dati Fondazione Leone Moressa su Eurostat). Austria e Paesi Bassi raggiungono punte dell’82% e del 70%, mentre l’Italia raggiunge appena l’1,6 per cento.
I regimi fiscali: un panorama variegato
I regimi agevolati sono vari e differenziati in base alla platea: si va dalla semplice diminuzione del reddito imponibile all’aggiunta di vantaggi finanziari, sia per i lavoratori sia per i pensionati. Alcuni Paesi hanno cambiato politiche negli ultimi anni, privilegiando l’attrazione dei talenti e dei profili professionali più legati all’innovazione.
Ecco il quadro Paese per Paese.
Italia: il regime impatriati al 50%
L’Italia ha riformato il suo regime agevolato per chi si trasferisce nel Paese. Attualmente, lavoratori altamente qualificati o specializzati che si trasferiscono in Italia possono beneficiare di un’esenzione Irpef del 50% del reddito imponibile, fino a 600mila euro (90% a condizioni legate alla presenza di figli minori), per cinque periodi d’imposta (prorogabili di tre periodi con iscrizione anagrafica nel 2024 e acquisto di una casa entro il 2023). È richiesta la residenza fiscale estera nei tre periodi d’imposta precedenti e l’obbligo di non aver lavorato in Italia nello stesso periodo.
Per i pensionati, invece, è prevista un’aliquota del 7% con esenzione Irpef e delle addizionali al 7% ed esenzione Ivie/Ivafe sugli obblighi di monitoraggio fiscale per le attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero, per cinque periodi d’imposta, a condizione di trasferirsi in un Comune che abbia fino a 20mila abitanti, nel Sud o nelle isole.
Spagna: la flat tax al 24%
La Spagna prevede una riduzione dell’imposta sul reddito al 24% per i lavoratori altamente qualificati che forniscono servizi a start-up, e prevede un’esenzione degli obblighi di monitoraggio fiscale del 24% su redditi fino a 600mila euro. Per redditi oltre tale soglia, l’aliquota del reddito da fonte spagnola diventa quella ordinaria. Dividendi, interessi e plusvalenze di fonte spagnola sono tassati con aliquote fra il 19 e il 30 per cento. Esenzione degli obblighi di dichiarazione per attività finanziarie e investimenti detenuti all’estero.
Portogallo: il prelievo al 20%
Il Portogallo ha introdotto un regime fiscale agevolato con un’aliquota del 20% sui redditi da lavoro. I redditi del lavoro sono tassati con un’aliquota massima del 20%, con eccezione delle pensioni e di altre tipologie di reddito provenienti da paradisi fiscali. Il regime è valido per dieci periodi d’imposta. Per accedere è necessario trasferire la residenza fiscale in Portogallo e svolgere un’attività fra quelle qualificate: insegnamento nell’istruzione superiore e ricerca scientifica, appartenenza a organi direttivi di organizzazioni e enti riconosciuti, investimento immobiliare e altro ancora.
Vale la pena sottolineare che il Portogallo ha però posto fine dal 2024 al regime fiscale agevolato per i pensionati che si stabilivano nel Paese, segnando un cambio di rotta rispetto alla politica degli anni precedenti. Oggi il focus è sui professionisti qualificati e sui componenti di organi direttivi in organizzazioni riconosciute come centri di tecnologia e innovazione.
Grecia: flat tax per pensionati e sconto per lavoratori
La Grecia ha strutturato un doppio binario di agevolazioni. Per i pensionati è prevista una flat tax al 7% su tutti i redditi di fonte estera per 15 anni. Per i lavoratori impatriati, è prevista un’esenzione del 50% del reddito per chi svolge un’attività commerciale o di lavoro dipendente, con un’esenzione fiscale del 50% sul reddito delle persone fisiche per sette periodi d’imposta.
I requisiti prevedono il trasferimento della propria residenza in Grecia da un Paese Ue oppure da un Paese con cui la Grecia ha un accordo di cooperazione amministrativa. La residenza fiscale deve essere stata all’estero per almeno cinque anni. La residenza in Grecia va mantenuta per almeno due anni dopo il trasferimento.
Paesi Bassi: esenzione al 30% dello stipendio
Per i lavoratori altamente qualificati assunti per svolgere un’attività lavorativa nei Paesi Bassi è prevista un’esenzione fiscale fino al 30% dello stipendio, con un’indennità massima di 262mila euro di retribuzione all’anno. A partire dal 2026 (dopo la soglia di tassazione è normale). Dal 2027, l’esenzione massima sarà ridotta al 27% per i nuovi beneficiari; in alternativa, i datori di lavoro potranno scegliere di rimborsare i costi extraterritoriali effettivi. La durata dell’agevolazione è di cinque anni, ma in alcuni casi il regime è concesso per un periodo più breve.
Bulgaria: flat tax al 10%
La Bulgaria rappresenta uno dei regimi più semplici e competitivi: flat tax al 10% sui redditi delle persone fisiche. È richiesto l’acquisto della residenza fiscale in Bulgaria, il che comporta di vivere nel Paese per più di 183 giorni all’anno dimostrando di avere qui il centro dei propri interessi.
Malta: il prelievo al 15% sui redditi esteri
Malta prevede un’aliquota forfettaria del 15% sui redditi di fonte estera che vengono trasferiti a Malta dai pensionati beneficiari o dai familiari a suo carico. C’è un’imposta minima annua di 7.500 euro, più un importo aggiuntivo di 500 euro per ogni familiare a carico e/o assistente domiciliare. I redditi di fonte estera non trasferiti a Malta non sono soggetti a tassazione. Per accedere al regime è necessario avere la cittadinanza Ue, della Svizzera o dello Spazio economico europeo e ricevere una pensione estera.
Francia: la detassazione del “premio di impatriazione”
La Francia prevede per otto anni un’esenzione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche sul cosiddetto “premio di impatriazione”, una parte della retribuzione che può essere determinata su base forfettaria, pari al 30% della retribuzione legata al trasferimento. Nei primi cinque anni dal trasferimento è anche l’esenzione dall’imposta patrimoniale immobiliare (IFI) sugli asset detenuti fuori dalla Francia. Sono esenti dalla dichiarazione e dalle imposte relative ai redditi da lavori svolti fuori dalla Francia e l’esenzione del 50% sui redditi di fonte estera.
Il mercato immobiliare come leva strategica
Un elemento interessante emerso dall’analisi del Sole 24 Ore riguarda il ruolo crescente dell’immobiliare nelle politiche di attrazione. La geografia delle scelte residenziali si è radicalmente trasformata: da Dubai agli Emirati Arabi Uniti, a destinazioni nell’Europa mediterranea, le politiche fiscali di molti Paesi includono agevolazioni legate all’acquisto o alla ristrutturazione di immobili.
In Italia, ad esempio, il regime impatriati prevede la possibilità di ottenere un’agevolazione aggiuntiva se si acquista un immobile di almeno 375mila euro, se ne affitta uno per almeno un’altra somma all’anno. Per chi acquista un immobile nel Sud Italia come prima abitazione (con valore fino a 400mila euro), il regime agisce come un rimborso delle tasse di acquisto e un rimborso fino a 25mila euro sulle spese di ristrutturazione, oltre a una bonus di acquisto fino a 50mila euro da utilizzare come abbattimento delle tasse.
In Sicilia il meccanismo diventa ancora più generoso: rimborso del 50% dell’Irpef e delle tasse ai non impatriati, condizionato all’acquisto o alla ristrutturazione della residenza.
Il dibattito sull’attrattività della qualità della vita
L’analisi del Sole 24 Ore non si ferma ai soli numeri fiscali, ma guarda anche a un elemento più difficile da quantificare ma cruciale: la qualità della vita. Federico Rivolta, direttore di una ricerca di Scenari Immobiliari, spiega come l’accessibilità dei prezzi, la qualità dei servizi e la vivibilità urbana siano determinanti nelle scelte di trasferimento.
«Grecia e Malta sono Territori attrattivi per fiscalità e prezzi, ma che scontano una certa carenza di servizi e di credibilità logistica», spiega Rivolta. «La Spagna si distingue tra i contesti più completi in Europa, con un mix tra fiscalità e qualità della vita competitivo. Non a caso, insieme al Portogallo ma con una capacità attrattiva più strutturata, è uno dei principali per nuovi residenti.»
L’attrattività della Golden Visa - sebbene la ‘dolce vita’ rappresenti ancora l’immagine simbolo del Paese - si imbatte nella realtà: l’attrattività per i lavoratori e i nomadi digitali, invece agri altri prezzi e le più alte barriere d’accesso, rimane contenuta. «Territori come i Paesi Bassi hanno invece costruito la propria attrattività su imprese e forza lavoro qualificata: si tratta però di mercati con livelli di sostegno all’innovazione tali per cui fare i passi più grandi, se non fuori dai grandi centri, risulta complicato», conclude Rivolta.
Italia: la sfida della competitività
L’Italia si trova in una posizione di mezzo. Da un lato, il regime impatriati ha dimostrato di funzionare come leva di attrazione: 440mila persone arrivate nel 2025, un’immigrazione elevata - anche se in diminuzione di 12mila unità rispetto al 2024 (-2,6%) - che mantiene positivo il saldo migratorio, nonostante le partenze di italiani all’estero.
Dall’altro, le sfide restano enormi. Le politiche cambiate sugli impatriati hanno reso il sistema meno prevedibile, e il dibattito su come rendere il Paese più attrattivo - anche sul piano dei servizi, della burocrazia e delle infrastrutture digitali - resta aperto.
Il confronto europeo è impietoso: se l’Austria e i Paesi Bassi attraggono rispettivamente il 70-80% dei loro permessi di lavoro per profili altamente qualificati, l’Italia è ferma all’1,6%. Una distanza che non si colma solo con agevolazioni fiscali, ma che richiede un ecosistema complessivo più competitivo.
La competizione fiscale è strutturale, non congiunturale
Quello che emerge dall’inchiesta del Sole 24 Ore è un quadro chiaro: la competizione fiscale tra i Paesi europei per attrarre residenti - qualificati, pensionati o investitori - non è una moda passeggera, ma una tendenza strutturale destinata a rafforzarsi.
L’Europa, nel suo complesso, gode di un vantaggio competitivo rispetto ad altre aree del mondo grazie alla combinazione di stabilità istituzionale, qualità della vita, Stato di diritto e infrastrutture. La sfida è trasformare questo vantaggio sistemico in politiche fiscali coerenti e stabili, capaci di attrarre non solo chi cerca un rifugio fiscale, ma chi vuole costruire qui il proprio futuro professionale e personale.
Per l’Italia, in particolare, la partita si gioca su più tavoli contemporaneamente: competitività fiscale, qualità dei servizi urbani, burocrazia, accesso al credito e cultura dell’accoglienza verso i talenti internazionali. I numeri mostrano che il potenziale c’è. La volontà politica di sfruttarlo è ancora tutta da dimostrare.
Articolo basato sull’inchiesta “Caccia ai nuovi contribuenti: le ricette dei Paesi della Ue” e “Casa, tasse e qualità della vita: dove il mix è più competitivo”, Il Sole 24 Ore, 20 aprile 2026
Europe, the great tax magnet: how EU countries compete to attract talent, retirees, and capital
Summary of the investigation by Il Sole 24 Ore, 20 April 2026
There is a silent yet increasingly powerful phenomenon reshaping the map of people and capital flows across the Western world. It’s not just goods or data that are moving: taxpayers are on the move. Skilled workers, digital nomads, affluent retirees, entrepreneurs seeking more efficient operational bases. And Europe — just as some Gulf regions lose appeal and global geopolitics becomes more fragmented — is re-emerging as a key player in this quiet competition.
This is described with precision in the investigation published today by Il Sole 24 Ore, which maps the main preferential tax regimes across EU countries and analyses the figures behind this large-scale migration of taxpayers.
The context: geopolitics and mobility intertwine
With new global geopolitical fractures and the declining attractiveness of certain regions, such as parts of the Gulf, businesses and investors are being forced to redraw the geography of their choices. And alongside them, increasingly, workers, digital nomads, and retirees are moving toward destinations that offer stability and quality of life.
“Signals of increasing capital inflows into Europe are already visible,” explains Fabrizio Pagani, partner at Vitale, a financial advisory firm. “Geopolitical fragmentation is triggering a selective reallocation of investments: flows are focusing in particular on data centres and technology sectors. In recent months, we’ve seen an acceleration in these areas.”
Foreign investment often travels together with human capital: those who relocate bring skills, activities, and resources with them. “The combination of economic opportunity, rule of law, and quality of life strengthens the role of Europe and the Mediterranean as attractive destinations. The trend is consolidating. Targeted policies are needed to reinforce it,” Pagani concludes.
The figures confirm this trend. Eighteen million people born in a European country now live in another EU country — six million more than the EU average resident base. 3.6 million are working-age (35–64) individuals with a university degree or higher living outside their country of origin. And 6.6 million Italians were living abroad as of 31 December 2025, an increase of 492,000 compared to 2023.
At the European level, however, the share of residence permits issued to highly qualified non-EU workers remains marginal: the EU average is 11.6% (including Blue Cards, researchers, and highly skilled workers, according to Fondazione Leone Moressa based on Eurostat data). Austria and the Netherlands reach peaks of 82% and 70% respectively, while Italy stands at just 1.6%.
Tax regimes: a varied landscape
Preferential tax regimes vary widely depending on the target audience: from simple reductions in taxable income to broader financial advantages, for both workers and retirees. Some countries have adjusted their policies in recent years, prioritising the attraction of talent and innovation-driven professional profiles.
Here is the country-by-country overview.
Italy: the 50% inbound workers regime
Italy has reformed its tax incentive scheme for individuals relocating to the country. Currently, highly qualified or specialised workers moving to Italy can benefit from a 50% exemption on personal income tax (IRPEF) on taxable income, up to €600,000 (90% under certain conditions related to dependent children), for five tax years (extendable by three additional years under specific conditions such as registration in 2024 and property purchase by 2023). Requirements include tax residence abroad for the previous three tax years and no employment activity in Italy during that period.
For retirees, a 7% flat tax is available, with exemptions from additional local taxes and wealth taxes on foreign assets (IVIE/IVAFE), for five tax years, provided they relocate to a municipality with fewer than 20,000 inhabitants in Southern Italy or the islands.
Spain: the 24% flat tax
Spain offers a reduced income tax rate of 24% for highly qualified workers providing services to start-ups, with tax exemptions on foreign income reporting obligations up to €600,000. Income above this threshold is taxed at standard rates. Dividends, interest, and capital gains from Spanish sources are taxed between 19% and 30%. There are exemptions from reporting foreign financial assets and investments.
Portugal: the 20% regime
Portugal has introduced a preferential tax regime with a 20% rate on employment income. The regime applies for ten tax years and is available to individuals who transfer their tax residence to Portugal and carry out qualifying activities, such as higher education teaching, scientific research, executive roles in recognised organisations, or real estate investment.
However, it is worth noting that Portugal abolished its preferential regime for foreign retirees starting from 2024, marking a shift toward attracting skilled professionals and innovation-related profiles.
Greece: dual-track incentives
Greece has structured a dual system of incentives. Retirees benefit from a 7% flat tax on all foreign income for 15 years. For inbound workers, a 50% exemption on income tax applies for seven tax years.
Eligibility requires transferring tax residence from an EU country or a country with administrative cooperation agreements, with at least five years of prior tax residence abroad and a commitment to remain in Greece for at least two years.
Netherlands: 30% tax-free allowance
Highly skilled workers employed in the Netherlands can benefit from a tax-free allowance of up to 30% of their salary, with a maximum applicable salary base of €262,000 annually. From 2026, standard taxation thresholds apply, and from 2027, the exemption will be reduced to 27% for new beneficiaries. Alternatively, employers may reimburse actual extraterritorial costs. The scheme typically lasts five years.
Bulgaria: 10% flat tax
Bulgaria offers one of the simplest and most competitive systems: a flat tax of 10% on personal income. Tax residence requires spending more than 183 days per year in the country and demonstrating that it is the centre of one’s vital interests.
Malta: 15% on foreign income
Malta applies a 15% flat tax on foreign income remitted to the country by retirees or their dependents, with a minimum annual tax of €7,500 plus €500 per dependent or caregiver. Foreign income not transferred to Malta is not taxed. Eligibility requires EU, Swiss, or EEA citizenship and receipt of a foreign pension.
France: expatriation bonus tax relief
France offers an eight-year exemption from personal income tax on the so-called “impatriation bonus,” which can be set at a flat rate of 30% of the relocation-related salary component. For the first five years, there is also an exemption from real estate wealth tax (IFI) on assets held outside France. Income earned abroad is exempt from declaration and taxation, and 50% of foreign income is tax-exempt.
Real estate as a strategic lever
An interesting element emerging from the analysis is the growing role of real estate in attraction policies. The geography of residential choices has changed dramatically: from Dubai and the UAE to Mediterranean Europe, fiscal policies increasingly include incentives linked to property purchase or renovation.
In Italy, for example, the inbound workers regime may include additional benefits for those purchasing property above certain thresholds or committing to rental agreements. In Southern Italy, incentives can take the form of partial reimbursement of purchase taxes and renovation costs, alongside purchase bonuses.
In Sicily, the mechanism can become even more generous, with reimbursements of up to 50% of income taxes and other levies tied to property acquisition or renovation.
The debate on quality of life
The analysis goes beyond fiscal figures and considers a harder-to-measure but crucial factor: quality of life. Federico Rivolta, research director at Scenari Immobiliari, highlights how affordability, service quality, and urban liveability are key drivers of relocation choices.
“Greece and Malta are attractive for taxation and pricing, but they suffer from limitations in services and logistical credibility,” Rivolta explains. “Spain stands out as one of the most complete environments in Europe, combining fiscal advantages with quality of life. Together with Portugal — though with a more structured attraction capacity — it remains one of the main destinations for new residents.”
Meanwhile, the appeal of Golden Visa schemes, despite the symbolic power of the “dolce vita,” is facing reality: attractiveness for workers and digital nomads remains limited due to higher costs and entry barriers.
Countries like the Netherlands, by contrast, have built their attractiveness around strong business ecosystems and highly skilled workforces — though accessing these markets, especially outside major cities, remains challenging.
Italy: the competitiveness challenge
Italy sits somewhere in the middle. On one hand, the inbound workers regime has proven effective: 440,000 arrivals in 2025, maintaining a positive migration balance despite continued emigration of Italian citizens.
On the other hand, challenges remain substantial. Policy changes have reduced predictability, and the broader debate on how to improve attractiveness — in terms of services, bureaucracy, and digital infrastructure — remains open.
The European comparison is stark: while Austria and the Netherlands attract 70–80% of highly skilled work permits, Italy remains at 1.6%. This gap cannot be bridged through tax incentives alone — it requires a more competitive overall ecosystem.
Conclusion: tax competition is structural, not temporary
What emerges clearly from the investigation is that fiscal competition among European countries to attract residents — whether skilled workers, retirees, or investors — is not a passing trend but a structural one set to intensify.
Europe as a whole holds a competitive advantage compared to other regions, thanks to its combination of institutional stability, quality of life, rule of law, and infrastructure. The challenge is to translate this systemic advantage into coherent and stable fiscal policies capable of attracting not just those seeking tax optimisation, but those willing to build their professional and personal future here.
For Italy in particular, the challenge plays out across multiple fronts: fiscal competitiveness, quality of urban services, bureaucracy, access to credit, and openness toward international talent. The numbers suggest the potential is there. Whether there is the political will to fully leverage it remains an open question.
Article based on the investigation “Hunting for new taxpayers: EU countries’ strategies” and “Housing, taxes, and quality of life: where the mix is most competitive,” Il Sole 24 Ore, 20 April 2026

