Da Toronto a Palermo: il ritorno culturale di Giuseppe T.
Dal teatro canadese alla produzione artistica in Sicilia
Giuseppe T., 43 anni, ha vissuto per anni in Canada, a Toronto, dove ha lavorato nel campo teatrale e artistico. Il contesto internazionale gli ha offerto stimoli e riconoscimenti, ma il legame con la Sicilia non si è mai spezzato. Così, ha deciso di tornare.
“C’era un’urgenza. Volevo portare quello che avevo imparato nei miei luoghi. Non era un ritorno, era un’azione.”
A Palermo ha dato vita a un progetto culturale che mette al centro l’arte pubblica e il coinvolgimento della comunità. Crede che l’arte debba uscire dai luoghi chiusi, diventare strumento di dialogo, cura, trasformazione urbana.
“La mia esperienza all’estero mi ha insegnato che l’arte ha un potere sociale enorme. Palermo può diventare un laboratorio di questo potere.”
Il rientro è stato una scommessa: meno risorse, più ostacoli, ma anche più possibilità di incidere. Oggi Giuseppe lavora come curatore indipendente, produce eventi, laboratori, installazioni, e coinvolge artisti locali e internazionali.
“Tornare è stato un atto politico. E poetico.”
From Toronto to Palermo: Giuseppe T.’s Cultural Return
From Canadian theatre to community art in Sicily
Giuseppe T., 43, spent years in Toronto, working in theater and the arts. The global scene offered him growth and recognition—but his bond with Sicily endured. Eventually, he returned.
“It wasn’t just a return. It was an act. I needed to bring what I’d learned back home.”
In Palermo, he launched a public art project focused on community engagement. His goal: to make art a tool for dialogue, healing, and urban transformation.
“Abroad, I learned that art has massive social power. Palermo can become a lab for that power.”
Returning meant fewer resources and more challenges—but also the chance to make a real impact. Giuseppe now works as an independent curator, producing installations and workshops with both local and global artists.
“Coming back was political. And poetic.”