Italian Citizenship in Limbo
Cittadinanza italiana, il tempo sospeso degli italo-americani
Tra Decreto Tajani e Consulta, migliaia di discendenti aspettano una risposta che riguarda identità, diritti e futuro europeo
La CNN ha raccontato nei giorni scorsi la storia di diversi americani di origine italiana rimasti “in sospeso” dopo l’entrata in vigore del cosiddetto Decreto Tajani (convertito in Legge 74/2025), che ha ristretto l’accesso alla cittadinanza per jus sanguinis.
Dal 28 marzo 2025, la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana per discendenza è stata limitata ai soli figli o nipoti di cittadini nati in Italia. Un cambio di rotta netto, che ha interrotto – di fatto – il percorso di migliaia di persone che stavano raccogliendo documenti, apostille e traduzioni per dimostrare un legame familiare più remoto.
La stretta sullo jus sanguinis
La riforma ha escluso tutti i discendenti oltre la seconda generazione, anche quando la linea genealogica era giuridicamente valida secondo la normativa precedente. Le circa 60.000 domande già pendenti presso consolati e tribunali italiani non sono state toccate. Ma chi non aveva ancora formalizzato l’istanza si è trovato improvvisamente fuori dai requisiti.
È il caso di Liz Fitzgerald, 53 anni, cresciuta nell’area di Boston in una famiglia profondamente legata alle tradizioni italiane. Il bisnonno, Angelo, nato vicino Napoli nel 1890 ed emigrato negli Stati Uniti nel 1909, non si naturalizzò americano fino al 1945, quando il padre di Liz era già nato. Secondo la normativa precedente, il percorso verso la cittadinanza sembrava lineare.
Documenti pronti. Traduzioni completate. Apostille ottenute. Poi il decreto.
Una questione costituzionale
L’11 marzo 2026 la Corte Costituzionale sarà chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della legge. Il punto più controverso riguarda la possibile retroattività della norma e la presunta lesione di diritti già acquisiti alla nascita.
Diversi studi legali – tra cui Fragomen e My Lawyer in Italy – sostengono che la cittadinanza per discendenza, una volta maturata secondo la legge vigente al momento della nascita, non possa essere cancellata con un intervento successivo.
La Corte potrebbe confermare l’impianto normativo oppure dichiararne l’illegittimità, in tutto o in parte. Nel frattempo, migliaia di potenziali richiedenti restano in attesa, adottando un approccio prudente.
Identità, non solo passaporti
Dietro le pratiche consolari non c’è solo un secondo documento di viaggio. C’è un immaginario culturale, familiare e identitario molto forte.
Kris Rini, già riconosciuto cittadino italiano nel 2025, sta seguendo l’iter per la famiglia della moglie. Studia italiano, sogna di comprare casa nel nostro Paese e racconta una sensazione comune a molti italo-americani: “Sono sceso dall’aereo e mi sono sentito a casa”.
Liz Fitzgerald ha studiato la lingua per tre anni, ha visitato Mirabella Eclano – il paese d’origine del bisnonno – e ha tatuato con la figlia il codice postale di famiglia, scritto a mano dal padre. La data della futura cittadinanza? Lasciata in bianco, in attesa della decisione della Consulta.
Il nodo politico (e strategico)
Per l’Italia la questione non è marginale. Negli ultimi anni il riconoscimento della cittadinanza jure sanguinis ha rappresentato un ponte con la diaspora, in particolare negli Stati Uniti, in Argentina e in Brasile.
Restringere l’accesso significa ridisegnare il rapporto con milioni di discendenti. Ma significa anche affrontare un tema complesso: sostenibilità amministrativa, coerenza giuridica e identità nazionale in un contesto europeo sempre più integrato.
Nel frattempo, cresce la domanda globale di seconde cittadinanze, viste come strumenti di mobilità, sicurezza e opportunità professionali. L’Italia, con la sua combinazione di patrimonio culturale, qualità della vita e appartenenza all’Unione Europea, resta uno dei Paesi più ambiti.
Attesa e incertezza
La decisione della Corte Costituzionale è attesa non prima di aprile. Potrebbe arrivare più tardi. Fino ad allora, chi aveva intrapreso il percorso resta in una zona grigia.
Per ITS Journal, che da anni osserva il rapporto tra diaspora, rientri, expat e nuove mobilità, questa vicenda è un banco di prova interessante. Non solo per i diritti individuali, ma per la visione strategica dell’Italia nel mondo.
La cittadinanza non è soltanto un atto amministrativo. È un riconoscimento di appartenenza.
E oggi, per molti discendenti italiani all’estero, quella appartenenza è sospesa tra memoria familiare e decisione costituzionale.
Italian Citizenship in Limbo
Between the Tajani Decree and the Constitutional Court, thousands of Italian Americans wait for clarity on identity, rights and their European future
A recent report by CNN has spotlighted the growing uncertainty facing thousands of Americans of Italian descent after Italy abruptly tightened its citizenship-by-descent rules in 2025.
Since March 28, 2025, the so-called Tajani Decree (converted into Law 74/2025) has restricted jus sanguinis claims to individuals with a parent or grandparent born in Italy. For generations of Italian Americans tracing their lineage to great-grandparents or earlier, the pathway effectively closed overnight.
A sudden legal shift
The reform did not affect roughly 60,000 applications already pending at Italian consulates and courts. But those who had not yet formally filed—despite having gathered birth certificates, apostilles and sworn translations—found themselves excluded.
Liz Fitzgerald, 53, grew up near Boston immersed in Italian-American traditions. Her great-grandfather Angelo, born near Naples in 1890, emigrated to the United States in 1909 and did not naturalize until 1945, after her father was born. Under the previous rules, her claim appeared solid.
Documents were ready. Translations completed. Apostilles secured. Then the decree came into force.
A constitutional question
On March 11, 2026, Italy’s Corte Costituzionale will hear arguments challenging the law’s constitutionality. At the heart of the debate is whether the decree retroactively strips individuals of a citizenship right they arguably acquired at birth under the prior legal framework.
Immigration firms such as Fragomen and several Italian legal practices argue that citizenship by descent, once legally established at birth, cannot be removed by subsequent legislative action without violating fundamental constitutional principles.
The Court may uphold the law, strike down parts of it, or require modifications. Until then, thousands remain in legal limbo.
More than a passport
For many applicants, this is not merely about obtaining a second travel document. It is about identity, heritage and belonging.
Kris Rini, who successfully secured Italian citizenship in 2025, is now assisting members of his wife’s family who applied after the decree. He studies Italian, listens to podcasts, and dreams of eventually buying a home in Italy and spending part of the year there.
Liz Fitzgerald has studied the language for three years and visited Mirabella Eclano, the town near Naples where her great-grandfather was born. She and her daughter even tattooed the family’s original postal code—written in her father’s handwriting—on their skin. They plan to add the date they become Italian citizens underneath it.
That date, for now, remains blank.
A strategic crossroads for Italy
Beyond individual cases, the issue raises broader strategic questions for Italy. For decades, jus sanguinis has served as a bridge to the Italian diaspora, particularly in the United States, Argentina and Brazil. Tightening eligibility reshapes that relationship.
At the same time, governments must balance administrative sustainability, legal coherence and evolving concepts of national identity within the European Union.
Globally, demand for second citizenships continues to rise, often driven by mobility, stability and long-term opportunity. Italy—combining cultural heritage, quality of life and EU membership—remains one of the most sought-after options.
Waiting for clarity
A decision from the Constitutional Court is not expected before April and could take longer. In the meantime, prospective applicants are adopting a wait-and-see approach.
For observers of migration, diaspora and transnational mobility, this case represents more than a legal technicality. It is a test of how Italy defines belonging in the 21st century.
Citizenship is not simply an administrative status. It is recognition.
And for thousands of descendants abroad, that recognition now rests on a constitutional ruling still to come.

