Quando si parla di promuovere la lingua italiana nel mondo, il rischio è quello di tornare sempre agli stessi argomenti: Dante, la bellezza, il patrimonio culturale, la tradizione. Tutte ragioni eccellenti per studiarla e amarla. Ma se fossero anche il limite del modo in cui la raccontiamo?
La XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che si conclude oggi, 25 ottobre, ha scelto un tema particolarmente interessante: Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano. L’obiettivo dichiarato dal Ministero degli Affari Esteri è mettere in evidenza il rapporto tra lingua, cultura, scienza, tecnologia, design e capacità di innovare.
È una prospettiva che merita attenzione. Una lingua, infatti, non serve soltanto a tramandare ciò che una società ha già prodotto. Serve anche a immaginare ciò che ancora non esiste, a descriverlo, a discuterlo e, possibilmente, a realizzarlo.
A sviluppare questa idea è il nuovo volume Lingua gentile, lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano, pubblicato dall’Accademia della Crusca insieme alla casa editrice fiorentina goWare e curato da Annalisa Nesi e Raffaella Setti.
Il libro affronta tre dimensioni della lingua italiana: la gentilezza, la genialità e la capacità di adattarsi a contesti creativi diversi. Una scelta che permette di superare l’immagine della lingua come semplice insieme di regole da rispettare.
La lingua con cui Leonardo e Galileo spiegavano il mondo
Tra i contributi del volume ci sono studi dedicati all’italiano di Leonardo da Vinci e Galileo Galilei. Due esempi che aiutano a comprendere quanto il linguaggio sia legato alla produzione della conoscenza.
Osservare un fenomeno, formulare un’ipotesi, descrivere un meccanismo o spiegare una scoperta richiede parole adeguate. E quando quelle parole non esistono, talvolta occorre inventarle, adattarle o attribuire loro nuovi significati.
In questa prospettiva, la storia dell’italiano scientifico non è un capitolo marginale della storia letteraria: è anche una parte della storia dell’innovazione.
Il volume prosegue con Giorgio Vasari e il linguaggio dell’arte, ma arriva fino all’opera contemporanea, al doppiaggio cinematografico e alla moda. Sono mondi nei quali la lingua cambia continuamente, accoglie influenze, crea espressioni e cerca soluzioni per comunicare idee nuove.
Particolarmente interessante è anche il contributo dedicato alla traduzione di Dante in cinese: un esempio di come un’opera profondamente radicata nella cultura italiana possa continuare a generare interpretazioni in contesti linguistici molto diversi.
Una lingua viva deve poter cambiare
C’è poi un aspetto meno evidente, ma forse ancora più attuale, nella scelta della Crusca di affiancare la parola gentile a geniale.
Il libro dedica spazio alla cortesia, alla cura e alle forme attraverso cui il linguaggio costruisce le relazioni. Un promemoria utile in un’epoca in cui gran parte della comunicazione pubblica sembra premiare soprattutto la velocità, la contrapposizione e la semplificazione.
Essere comprensibili non significa impoverire il linguaggio. E difendere una lingua non significa necessariamente immobilizzarla.
Anzi, la capacità dell’italiano di continuare a essere utile dipenderà anche dalla libertà con cui sapremo utilizzarlo nei contesti professionali, scientifici e tecnologici contemporanei. Il confronto con l’inglese, lingua dominante in numerosi settori, non dovrebbe tradursi né in un rifiuto delle influenze esterne né nella rinuncia a esprimere concetti complessi in italiano.
Il punto è mantenere una lingua capace di lavorare, oltre che di raccontare.
Un libro gratuito, ma soltanto fino a oggi
C’è infine una notizia pratica per chi desidera approfondire l’argomento. Per tutta la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dal 19 al 25 ottobre, l’Accademia della Crusca e goWare hanno reso disponibile gratuitamente la versione elettronica del volume.
Oggi è l’ultimo giorno previsto per il download gratuito. Dal 26 ottobre il prezzo annunciato sarà di 15 euro per l’e-book e di 32 euro per l’edizione cartacea.
Il libro si trova sulla pagina ufficiale dell’editore goWare, dalla quale è possibile selezionare il formato elettronico e il negozio digitale preferito. Prima di completare l’operazione, è opportuno verificare che il prezzo visualizzato sia ancora pari a zero.
L’iniziativa è rivolta a chi insegna, studia o utilizza l’italiano, in Italia come all’estero. E il messaggio che lascia questa edizione della Settimana è semplice: il futuro internazionale della nostra lingua non dipende soltanto da quanto bene sapremo custodirne il passato, ma anche da quante cose nuove riusciremo ancora a pensarci.



