Stefano, from Rome to Malta: escaping the daily anxiety
Stefano, da Roma a Malta: la fuga dall’ansia quotidiana
C’è chi parte per un sogno, e chi parte perché non ne può più. La storia di Stefano, romano, 41 anni, appartiene a entrambe le categorie.
A fine 2015, la sua vita lavorativa aveva assunto i contorni di una gabbia. Turni massacranti, nessuna flessibilità, ferie obbligate solo d’estate. Un lavoro iper-specializzato, certo, ma ridotto a ingranaggio di un servizio 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno. L’unico premio? Racimolare straordinari. Intanto la sua compagna (oggi moglie) era sottoimpiegata all’aeroporto di Fiumicino come addetta alla sicurezza.
La decisione matura quasi da sola: cercare un futuro altrove. Stefano parte per primo. Nell’aprile 2016, viene assunto da una compagnia aerea a Malta, con uno stipendio doppio rispetto alla base italiana. Poco dopo anche la sua compagna trova un lavoro, ben retribuito e già allora in full remote.
Da lì inizia un percorso di crescita. In meno di otto anni, Stefano cambia quattro lavori e diventa responsabile all’interno della sua compagnia. Lo stipendio? Cinque volte quello che prendeva in Italia. La casa? Acquistata senza ansia né paura del mutuo. E non solo: insieme alla moglie hanno avviato l’iter per diventare genitori affidatari, pronti ad accogliere bambini che hanno bisogno.
Un futuro che in Italia, dice lui, non avrebbe mai potuto costruire.
Il rientro non è nei piani: “La mentalità lavorativa italiana è indietro e mi spaventa tornare nelle dinamiche vissute in passato”.
Eppure, l’amore per Roma e per l’Italia resta forte. Forse persino più intenso da lontano: “Quando sei a casa, intrappolato nell’ansia del domani, non godi appieno della nostra nazione. Non hai la possibilità. Ora che sono lontano, sì”.
Il suo messaggio, in chiusura, è semplice e diretto:
“Grazie per ascoltare la voce di noi che veniamo additati come persone che sono fuggite. In realtà, lavoriamo. E vogliamo soltanto inseguire i nostri desideri.”
Stefano, from Rome to Malta: escaping the daily anxiety
Some people leave for a dream, others because they can’t take it anymore. Stefano’s story — 41 years old, from Rome — belongs to both.
By late 2015, his work life felt like a cage. Endless shifts, zero flexibility, mandatory summer holidays. His was a highly specialized job, but reduced to a gear in a 24/7/365 service. The only “reward”? Overtime pay. Meanwhile, his partner (now wife) was underemployed at Fiumicino Airport, working in security.
The decision almost made itself: look for a future abroad. Stefano went first. In April 2016, he was hired by an airline in Malta, earning twice his Italian base salary. Soon after, his wife also found a well-paid job — fully remote, already back then.
From that moment, things started moving fast. In less than eight years, Stefano changed jobs four times and became a manager at his company. His salary doubled again, reaching five times what he used to earn in Italy. They bought a house — without the anxiety or fear of a mortgage. And not only that: together with his wife, they began the process of becoming foster parents, ready to welcome children in need.
A future he feels Italy could never have given him.
Going back? Not in the plans. “The Italian work mentality is still behind, and I’m scared of falling back into the same dynamics I lived before.”
And yet, the love for Rome and for Italy hasn’t faded. If anything, it has grown stronger with distance:
“When you’re at home, trapped in the anxiety of tomorrow, you can’t fully enjoy our country. You just can’t. Now that I’m far, I do.”
His closing message is simple and clear:
“Thank you for listening to the voices of those of us who are often labelled as runaways. We work hard. We just want to follow our desires.”